La fine della storia

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di Corinna Cattuto

Alice è una giovane ballerina, alle prese con l’imprevedibile danza della vita.

Dopo anni di sacrifici, decide di concedersi una vacanza salendo su un palcoscenico che pare allestito dal migliore dei registi: il mare e il sole della Sicilia, gli amici, un villaggio su misura per la sua voglia di relax… e l’incontro con Diego, l’animatore pronto a sconvolgerle la vacanza.

Ma il ritmo degli eventi, quello proprio nessuno poteva gestirlo: e se per Alice e Diego sembrava già di sentire il ritornello dell’amore, come potevano gestirne i passi, tra virus, mascherine e distanze obbligate?

In una vacanza all’insegna dei divieti, Alice sfiderà l’amore rivelando a Diego e a se stessa la propria forza e fragilità.
Siete pronti a ballare?

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PROLOGO

Lei è Alice, e come si ripete spesso in questi casi: “Mai nome fu più azzeccato.” In linea col personaggio di Lewis Carroll, sa essere dolcemente ingenua e spontanea, ma anche estremamente volitiva e testarda. Nel suo carattere è insita una costante sfida con il tempo che ricorda il Bianconiglio del mondo delle meraviglie, con in mano l’orologio e sulle labbra «È tardi, è tardi…»

Questo perché Alice è una ragazza impegnatissima, una ballerina professionista che fin da bambina – nel percorso che l’ha portata a inseguire il suo sogno di danza – ha dovuto lavorare parecchio per incastrare gli impegni scolastici con quelli del percorso accademico da tersicorea, la musa della danza. E poi i compiti, gli appuntamenti con l’osteopata o il nutrizionista, sempre con la speranza di ritagliare del tempo per un po’ di vita sociale, come tutti i ragazzi della sua età.

Il tempo per ricavarsi degli spazi per lei è sempre stato ben poco, ma poi ci ha pensato una pandemia che, come nel Paese di quell’altra Alice, ha deciso di fermarlo, sospendere le vite e congelare tantissime attività, in particolar modo quelle nell’ambito dello spettacolo. Coi teatri costretti ad annullare intere stagioni, ecco che per gli artisti si è creato improvvisamente tanto tempo a disposizione, un periodo indefinito per pensare e creare cose nuove, per dedicarsi a progetti artistici di diversa fattura, alla didattica online… spazio da dedicare a se stessi. Per Alice questo significa avere la possibilità di riprendersi dai postumi di un vecchio incidente al ginocchio e, perché no, per una meritata vacanza, magari in un villaggio turistico covid free. Insomma: finalmente al mare!

Una valigia compatta la sua, fatta di costumi da bagno, abiti eleganti adatti a far risaltare il suo bellissimo corpo da ventenne e l’immancabile tappetino per potersi allenare anche in vacanza.

Capelli lunghi al vento, occhi scuri e uno sguardo lucente… è così, piena di fascino e di energia, che scende dall’aereo. «Sicilia, eccomi!»

 

Domenica

Quando Alice va in vacanza lo fa da professionista, anche quello! Ha sempre con sé tutto quello che le occorre per essere al meglio in ogni occasione. Niente è affidato al caso: ogni giorno lei sa cosa indosserà, quali saranno i giusti accessori e le acconciature più adatte per trascorrere il giorno in spiaggia, la serata elegante o il white party…

Manco a dirlo, si presenta per il dopocena indossando un abito verde acido, una tuta intera con scollature strategiche e seducenti, tacco alto e un trucco glamour giusto per far capire subito la classe… che è il suo vero abito, sempre.

Entra nel salone in cui è allestito il buffet e il servizio ristorante, con la sicurezza di quando sale su un palco, ma anche con quella stilla di timidezza, che è ormai un dolce residuo delle ragazze definite “dei vecchi tempi” e che solo chi conosce bene Alice è in grado di cogliere.

All’ingresso del ristorante, ad accogliere gli ospiti, lo staff dell’animazione, un gruppo nutrito e vario di ragazzi e ragazze sorridenti… Alice saluta in modo generico e non fa troppo caso ai volti, in realtà è attratta dall’allestimento e dai colori del buffet perché di fatto ha saltato il pranzo durante il viaggio… nei suoi pensieri c’è spazio solo per una parola: Fameeee!

Nella grande e luminosa sala da pranzo i rumori si sovrappongono: forchette e coltelli che sfregano sui piatti, lo scoppiettio accattivante della brace, l’incessante sferragliare di pentole e padelle coperto a malapena dal brusio in sottofondo della gente, qualche capriccio di un bambino…

In questi casi Alice si muove sempre con circospezione, come una sorta di robot che procede a piccoli passi scansionando l’ambiente alla ricerca del tavolo migliore… deve essere il più comodo e funzionale possibile rispetto all’accesso al buffet, ma allo stesso tempo non deve mancare un plus, tipo il panorama o un bel centrotavola, perché secondo lei per mangiar bene conta anche il contesto.

La costante ricerca della perfezione è un lato del carattere che sovente la fa soffrire e che ha dovuto imparare a gestire, ma che l’ha portata anche ad essere quello che è: una vera professionista, una ballerina che quando danza stupisce per tecnica, precisione e per la sua capacità di arrivare al cuore di chi la guarda.

Questo perché in lei è unita intelligenza e istinto, determinazione e passione, rigore e ardimento… insomma, uno di quei cyborg dotati di anima che ogni tanto vanno di moda tra le serie tv.

Eccola quindi al buffet degli antipasti, attenta ed elettrizzata, come se dovesse affrontare un esame da lì a pochi minuti, mentre studia e sceglie scrupolosamente cosa prendere, destreggiandosi tra il rispetto della sua dieta e la voglia di ciò che più le piace.

Quando si siede al tavolo ha lo sguardo soddisfatto e sfilando la mascherina (intonata all’abito, manco a dirlo) pregusta con gli occhi i vari assaggi che la stanno attendendo: arancine, involtini di melanzana, una promettente insalata di polpo…

«Alice, che fai? Mangi le briciole?» Eccolo Andrea, lui e il suo piatto stracolmo di cibi fritti. L’avevo detto che non era in vacanza da sola, vero?

«E certo, devo lasciare il posto per dopo. Ho già calcolato tutto, posso riuscire ad assumere le giuste quantità di carboidrati, proteine e tutto il resto, senza rinunciare al gusto!»

«Uh Signore…!»

«Lo sai che devo stare attenta alla linea, alla fine faccio la ballerina… poi mica mi pesa mangiare così, fa parte del mio stile di vita…»

«Uno stile di vita di m…!» Neanche a dirlo, chi ha sentito parte di quelle parole non ha proprio potuto evitare di ridere. Andrea è fatto così, dice ciò che gli passa per la testa, senza filtri, proprio per questo è incredibilmente simpatico e divertente, il compagno di viaggio ideale.

Alice ride di gusto e quando lo fa è bellissima; le brillano gli occhi e nel suo sorriso puoi vedere sia la donna sia la bambina che era… e che è.  Può apparire forte e determinata, ma mai una di quelle che se la tirano, tutt’altro: il suo essere gioiosa riempie gli spazi, illumina anche le giornate no.

«Eccomi ragazzi, scusate, ma ero al telefono con mamma. Uh, quante belle cose da mangiare…»

«Ciao Luigi!» lo salutano gli altri due «Tu in orario mai eh?»

«Andrea prova questa arancina! Ma quanto è buona?»

«Fotonica Ali’!»

«Ehi raga… forza su, bisogna brindare!»

Alice guarda i suoi amici negli occhi, come è giusto fare quando si brinda: «A questa meravigliosa vacanza! Finalmente liberi!»

E così sorrisi e sguardi felici si fondono attraverso il vetro dei bicchieri e in quell’attimo c’è tutto: l’attesa di una parentesi leggera dopo il lockdown, dopo la paura indefinita, c’è la voglia di fare casino, di ridere, di stare insieme e di… sperare. Sperare in qualcosa di diverso, di nuovo, un po’ come tutte le volte che si inizia una vacanza, quasi potesse essere foriera (e perché no!?) di chissà quale esperienza magica.

E a proposito di esperienze, in effetti Alice non avrebbe mai immaginato cosa sarebbe accaduto da lì a poche ore. È questo il bello della vita: a volte in un attimo può succedere ciò che non ti aspetti o che stai attendendo da tanto, altre volte invece accadono cose che sul momento reputi insensate, ma che poi col tempo assumono valore e importanza. «Ora capisco… è così che doveva andare.» Alice in passato lo ha già detto, e lo dirà altre volte ancora: in fondo la Vita ha le Sue ragioni e noi non siamo che gomitoli ingarbugliati.

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