Briciola… una Goccia nel mare…

15,00 

di Gabriella Galvagno

 

Per oggi… concentrati sulla serenità!

Briciola è uno di noi, una persona qualunque che nel suo piccolo può fare qualcosa di grande.

La sua amica Goccia, seppur piccina, insieme a tante altre, diventa un fiume, un mare, un oceano.

Quando… ognuno di noi diventa importante

Quando… ti accorgi di valere

Quando… ti tratti come un Re

Quando… ti concedi un momento tutto per te

Una raccolta di racconti educativi per bambini, ragazzi e… “giovani adulti” di tutte le età.

Racconti per sognare, riflettere, coccolarsi, viaggiare.

Racconti per sostenere i bambini della “Scuolina Santa Teresina di Paolo” a Cicero Dantas, Bahia, in Brasile che, grazie alla vendita del libro, riceveranno gratuitamente un pasto al giorno: l’unico!

Racconti per Noi… per Loro.

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Beneficenza Scuolinhe

 

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Ecco un’anteprima di questa raccolta di racconti.
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Le parole con i piedi per terra…

Una giovane donna, soprannominata Goccia, si trova al centro di un grande prato, immenso, con l’erba che spunta dal terreno circa dieci centimetri, verde, sana, rigogliosa, morbida; sparse qua e là margherite e fiori gialli di tarassaco con un colore così intenso e vivace da risaltare a molti metri di distanza e apparire come una decorazione meravigliosa di un naturale tappeto verde.

Lei gironzola qua e là lentamente alla ricerca di un quadrifoglio da cogliere o di una coccinella rossa da osservare; di tanto in tanto si siede e passa la mano sull’erbetta per accarezzarla, per farsi solleticare, per tastarne la morbidezza. Apprezza il suo lasciarsi piegare e subito raddrizzarsi, il suo sprigionare il profumo che rimane sulle mani e il suo colore che si trasferisce, quasi indelebile, sui pantaloni.

È così tangibile quel prato che chiudendo gli occhi appare al tuo sguardo.

Goccia è sola ma non sente la solitudine, non ci sono persone… ma c’è tanta vita.

È in silenzio, tranquilla, serena e, proprio nel silenzio, sta pensando alle parole, quelle che scorrono a fiume dalle bocche di tutti, quelle che sembrano essere solo aria perché non si possono toccare, quelle che sembrano volare nel nulla.

Parole inutili, vane, che passano e se ne vanno, che si dimentica d’aver detto e d’aver udito.

Quei bellissimi fiori di tarassaco stanno compiendo la loro evoluzione, ognuno con i propri tempi, così, osservandoli bene, Goccia riesce ad ammirare le diverse fasi del loro cambiamento fino a scorgere il primo soffione del prato. La diversità è tale che, se nessuno ti ha mai delucidato in merito, pensi che siano due piantine diverse che generano una un fiore giallo con tanti petali e un’altra da cui nasce una pallina grande come quella di un gelato, soffice, morbida, grigia chiara, con tanti semini che sembrano essere lì apposta per far giocare bambini e adulti. Sì, perché a qualsiasi età è bello prenderne uno, soffiare forte e vedere i semi staccarsi dallo stelo, dividersi gli uni dagli altri e volare nel cielo, da soli ma comunque felici di andare, consapevoli che quando cadranno saranno loro a generare una nuova piantina ben salda, con le sue radici e il suo nuovo fiore giallo.

A compiere il loro destino, se non fossi arrivato tu, se ne sarebbe occupato il vento perché la natura pensa a tutto, gli uomini dove toccano spesso fanno danni, gli elementi naturali si aiutano l’un l’altro, ognuno ha il suo compito e lo svolge di sicuro in una complementarità perfetta.

Così quel fiore, nato e vissuto da una piantina con radici ben salde nel terreno, vola lontano per donare a sua volta una nuova vita.

È lo stesso fiore, prima con i piedi per terra, poi a svolazzare qua e là, scoprendo e imparando, e poi di nuovo… con i piedi per terra.

Fantastico no? I fiori di campo fanno ciò che alcune persone non hanno la capacità, la voglia o, purtroppo, la possibilità o la fortuna di fare; per loro, volare lontano rimane solo un grande sogno.

Goccia guarda quei fiori e pensa alle parole, tante, tantissime di cui parlava prima, quelle che dicono gli uomini di oggi, dicevano quelli di ieri, diranno i nostri posteri. In gran parte si sono dissolte nel nulla, pronunciate a vuoto, altre invece hanno radici ben salde nel cuore e nella mente di chi le ha ricevute.

Le stesse parole, come lo stesso fiore di tarassaco, possono essere leggere e volare o pesanti con i piedi per terra.

Le parole che volano sono quelle alle quali neanche presti attenzione, quelle che sono solo un sottofondo fastidioso, un vociferare che fa solo venire il mal di testa, quelle che non portano da nessuna parte, quelle tutte uguali, quelle false, finte, quelle per riempire il tempo, o sprecarlo, o per riempirsi la bocca e vomitarle sugli altri.

Ci sono parole invece che restano indelebili, anche se non scritte, alcune meravigliose, altre devastanti, alcune che hai detto, altre che ti sei sentito dire e, infine, ci sono quelle che non hai avuto il coraggio di pronunciare ma che sono lì incise nella tua mente e altre che avresti voluto sentirti dire ma non è stato così.

Pensa a un semplice “Sì” pronunciato da chi si vuole unire in matrimonio, a due parole “È nato” ed “È sano” dette a chi è diventato genitore, a “Sei promosso”, “Hai superato l’esame”, “Hai vinto la gara”, “Le sue analisi sono tutte negative”, “Lei è assunto a tempo indeterminato”, “Le consegno le chiavi della sua casa”…Ancora, “Sei una brava persona”, “Stare con te è davvero piacevole”, “Sono guarito”, “Grazie per tutto quello che hai fatto per me”, “Sono felice di avere un amico come te”, “Sono orgoglioso di averti come figlio”, ”Ho bisogno di sentire la tua voce perché mi rincuora”, “Desidero vedere il tuo viso perché mi manchi”, “Siete dei bravissimi genitori”, “Grazie di rispettare la mia volontà, sei una mamma saggia e buona”, “Ti voglio bene”…

Parole non scritte ma che non volano, che ti cambiano la vita…

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